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"Cervantes
a modo mio"
80
disegni per Don Chisciotte"
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Disegnare
non
stanca.
Anzi,
a
sentire
Nicolò
D'Alessandro,
che
del
disegno
ha
fatto
un
vero
e
proprio
credo
di
vita,
arricchisce
ogni
giorno
di
più.
E
c'è
da
credergli,
osservando
la
quantità
smisurata
di
disegni
che
l'artista
palermitano
tira
fuori
da
cassetti
e
scomparti
come
da
uno
straordinario
cappello
a
cilindro,
in
nome
della
magia
dell'arte.
Fogli
di
ogni
formato,
bianchi
o
colorati,
dalla
superficie
ricoperta
da
segni
d'inchiostro,
protagonista
e
fedele
alleato
dell'attività
creativa
di
D'Alessandro.
E
in
qualche
modo
anche
la
casa
è
lo
specchio
del
suo
proprietario:
trabocca
di
libri,
quadri,
disegni
e
oggetti,
disposti
sulle
pareti
e
fino
al
soffitto,
allineati
su
tavolini
ed
espositori,
ormai
padroni
e
invasori
garbati
di
ogni
spazio
disponibile.
Ognuno
di
loro
si
capisce,
racconta
una
storia,
un
momento
della
vita,
il
legame
con
una
persona.
Su
un
piccolissimo
tavolinetto
quadrato,
ordinati
come
perfetti
soldatini
d'altri
tempi
sono
raccolti
gli
"oggetti
trovati",
che
già
nella
loro
stessa
definizione
richiamano
alla
mente
situazioni
duchampiane
di
surreale
normalità.
Le
storie,
specie
quelle
dominate
dalla
fantasia,
sono
una
vera
passione
per
Nicolò,
che
le
legge
e
rilegge
per
appropriarsene
sempre
più,
e
poterle
finalmente
rielaborare
in
modo
personale,
senza
dimenticare
però
i
narratori
che
lo
hanno
preceduto.
Così
avviene
anche
per
i
disegni,
dove
una
traccia
nera,
semplice
e
impegnativa
nella
essenzialità,
si
addensa
nei
tratti
di
un
volto,
segue
sinuosa
l'andatura
morbida
di
gatto
oppure
esplode
per
un
racconto
fantastico
rivelato
in
punta
di
penna.
Un'attività
davvero
febbrile,
che
ha
condotto
Nicolò
D'Alessandro
in
giro
per
il
mondo
a
presentare
le
sue
opere
di
grafica.
Una
delle
fatiche
più
recenti
è
il
disegno
più
lungo
del
mondo,
una
"sudata
carta"
che
misura
86
metri
di
lunghezza
per
uno
e
mezzo
di
altezza,
ispirato
alla
Valle
dell'Apocalisse.
Con
lo
stesso
titolo
l'artista
ha
pubblicato
anche
un
racconto,
incentrato
sui
temi
del
tempo
e
della
verità.
La
ricerca
di
D'Alessandro,
d'altronde,
è
da
sempre
caratterizzata
dalla
presenza
parallela
del
disegno
e
della
scrittura,
indipendenti
nella
loro
compiutezza
eppure
legati
dal
filo
invisibile
della
riflessione
profonda,
che
si
muove
alla
ricerca
dei
grandi
temi
dell'esistenza
senza
perdere
un
velo
di
ironia.
Adesso
D'Alessandro,
sta
lavorando
contemporaneamente
ad
alcuni
progetti,
equamente
divisi
tra
azione
e
riflessione.
"In
questi
giorni
racconta
l'artista
sono
molto
impegnato
nella
realizzazione
di
un
cd
multimediale
sugli
artisti
siciliani.
E'
un
lavoro
a
cui
tengo
molto,
e
che
conterrà
dati
su
milleottocento
artisti,
dagli
anni
Quaranta
ad
oggi.
Di
questi
ne
verranno
selezionati
circa
cinquecento,
segnalati
con
testi
critici,
curriculum
e
immagini.
Ho
curato
molto
l'aspetto
della
didattica,
e
nel
cd
sarà
contenuto
una
celebre
opera
scomposta"
in
frammenti,
che
i
giovani
studenti
dovranno
cercare
di
ricomporre".
Ma
tra
gli
impegni
più
ambiziosi
c'è
soprattutto
la
nuova
serie
di
disegni
dedicata
al
Don
Chisciotte,
che
sembra
fare
il
bis,
quanto
a
dimensioni,
della
"Valle
dell'apocalisse".
"Sì,
sto
lavorando
anche
a,
quella.
Sono
stato
anche
in
Spagna
per
rintracciare
il
percorso
della
Mancia
e
per
trovare
ispirazione
per
questo,
impegno.
Ho,
disegnato
lungo
il
tragitto,
come
del
resto,
faccio
abitualmente
quando
sono
in
viaggio,
e
ho
trovato
alberi
identici
a
quelli
siciliani.
I
disegni
dovranno
essere
circa
ottanta,
e
dovranno
misurare
due
metri
per
tre.
Diciamo
che
sono
a
buon
punto,
anche
se
ancora
dovrò
lavorare
parecchio",
Ma
come
sarà
questo
Don
Chisciotte
secondo
D'Alessandro?
"Con
grandi
baffi
e
dall'aspetto
dinoccolato.
Ho
cercato
alcuni
tra
i
miei
primi
disegni,
li
sentivo
vicini
per
creare
questo
personaggio,
anche
se
chiaramente
molte
cose
sono
cambiate.
Ma
fondamentalmente
mi
sono
ispirato
ai
disegni
del
Dorè.
Sono
cresciuto
con
questi
disegni,
fanno
parte
del
mio
immaginario.
Anzi,
per
alcuni
passi
del
romanzo,
pur
sforzandomi,
non
riesco
a
immaginare
che
quelli
come
disegni
possibili".
Ma
che
valore
e
che
significato
ha
il
disegno
oggi,
nell'era
di.
Internet
e
delle
immagini
televisive?
"Attraverso
il
disegno
cerco
di
osservare
la
realtà,
non
di
imporre
il
mio
punto
di
vista.
Forse
ho
una
visione
fanciullesca,
ma
disegno
per
capire,
anche
se
non
è,
detto
che
vi
riesca.
Oggi
dobbiamo
combattere
costantemente
con
le
immagini
m
movimento".
D'Alessandro
è
un
artista
palermitano
assai
legato
alla
sua
città,
a
differenza
di
molti
suoi
colleghi
che
hanno
sempre
vissuto
Palermo
come
condizione
limitante.
"Palermo
sogna
di
diventare
europea,
ma
non
ha
capito
che
lo
è
già,
nei
comportamenti
e
nelle
contraddizioni.
Certamente
non
servono
gli
slogan,
così
come
non
serve
gridare.
Chi
lo
fa
non
ha
evidentemente
nulla
da
dire.
Per
fortuna
c'è
molta
gente
che
lavora
tanto,
e
in
silenzio".
Don
Chisciotte
e
cd
rom
a
parte,
i
progetti
di
Nicolò
D'Alessandro
sono
numerosi.
"Innanzitutto
la
giornata
dedicata
al
ricordo
dell'amico
Francesco
Carbone.
Poi
proseguirò
la
realizzazione
della
mia
biblioteca
ideale,
dove
conservo
i
libri
che
non
mi
piacciono,
completamente
ridipinti
e
ridisegnati
dame,
e
ancora
la
pubblicazione
di
un
racconto,
"Innamorato
di
un'alga"
in
una
raccolta
dalla
figlia
di
Tommaso
Landolfi.
Nei
cassetti
ho
poi
centinaia
di
disegni
ancora
inediti,
ma
comunque
non
ho
fretta".
Paola
Nicita,
La
Repubblica,
edizione
di
Palermo,
16
gennaio
2001
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