![]() |
![]() |
|
Immagini
nei rotoli
|
|
Bramosia
del potere, guerre,
sterminio, devastazione,
pestilenze, fame,
morte, desolazione,
ma anche speranza...
Questa
carrellata di immagini
che scorrono nel rotolo
per ottantatré
metri esprimono senza
indugi lo stato d'angoscia
di una umanità
malata, disperata,
attanagliata dalla
violenza e dalle mistificazioni.
I simboli del male
dopo il peccato d'origine
si moltiplicano implacabili
per risucchiare la
linfa vitale dell'uomo.
Tuttavia i nostri
incubi che si sono
materializzati in
mostri sono combattuti
e vinti da Arcangeli,
da guerrieri piombati
dall'etere per salvare
i popoli...
Pensiero,
sogno, fantasia, immaginazione,
si condensano, si
identificano col mito,
la favola, la leggenda,
la storia, in questa
scorreria grafica
ove il colore non
ha posto, i fuochi
l'hanno ridotto in
cenere. Ma sotto le
ceneri un nuovo fuoco
arde, incorrotto,
filtrato dalla sofferenza
e dal sudore dell'uomo
che ancora crede nei
valori della vita.
Vi è una forza
dentro di lui che
è pure al di
sopra di lui
e accanto a lui...
E finché questa
forza esiste l'uomo
conserverà
sempre la sua identità.
Un
segno dalle improvvise
impennate, sciolto
e determinato secondo
il disporsi dei personaggi
nelle storie raffigurate...
Nicolò m'ha
detto che farà
altri rotoli.
Io spero vederne,
molti o qualche metro
ancora, ma dal segno
più scavato,
tagliente, con la
stessa foga incisoria
che vide tempo fa
a Palermo in altre
sue opere come San
Giorgio a cavallo,
gli Arabi o
la serie dei Fumatori,
o quelle ispirate
a Goya, a Dürer
e a Bosch.
Michele
Cutaia,
cat.
mostra Palazzo Asmundo,
edizioni
Guida, Palermo 1996
|