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Lo
spazio dilatato
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La
visionarietà
creativa di Nicolò
D'Alessandro ha avuto,
in chi scrive, un testimone
attento e affascinato
dalla genesi fino al
suo compiersi.
La
Valle dell'Apocalisse
nasce dalla sua
dimensione psicologica,
da una scommessa, da
un sogno: realizzare
da grafico un grande
"affresco" in cui mettere,
fuori dal tempo e dallo
spazio, l'umanità
tutta.
Con
fare concitato ma determinato,
riappropriandosi "finalmente"
del pennellino di martora
al posto del "suo" controllatissimo
e puntuale pennino,
si autoreclude in un
cerchio "magico" fatto
di carta.
Le
difficoltà, da
equilibrista, non lo
scoraggiano; risolve
brillantemente, in maniera
sofferta, l'unitarietà
dell'insieme e al tempo
stesso mantiene la valenza
grafica nella percezione
visiva.
Cerca
i nessi e i contenuti
simbolici delle sue
enigmatiche quanto mostruose
e inquietanti figure,
si interroga, si macera
per porli tutti in relazione.
Nicolò
si pone l'obiettivo
di mettere dentro la
Valle tutto ciò
che gli urge dentro
e al tempo stesso dare
un segnale forte che
è anche propositivo.
Tutto
deve essere attendibile
di qui la riconoscibilità
di tanti personaggi
ma non convenzionale.
La
scelta del grande formato
ha la valenza di poter
dare, in uno spazio
dilatato, tutte le indicazioni
possibili, di poter
dire cose esemplari
senza dogmi e pregiudizi
al drammatico sentire
dell'uomo contemporaneo
e alle sue ancora più
gravose prospettive.
Il
foglio è uno
spazio aperto e ciascuno
è invitato ad
immergersi in questo
turbinio di personaggi,
a continuare la grande
utopia.
Il
vastissimo campionario
di immagini isomorfe
in calibrata alternanza
di pieni, di vuoti e
di zone di pausa, viene
qui proposto con generosità
e con slancio emotivo
elevatissimo; la tensione
è spinta fino
a confondersi e riconfondersi
tra storia, mito, cronaca,
realtà e sogno.
Nicolò
D'Alessandro lancia
il suo messaggio grafico
d'eccezione con immane
fatica e con la passionalità
di chi crede fermamente
nel valore dell'Arte
e nel suo divenire;
e ciò a dispetto
delle apparenze del
mondo odierno.
Vittorio
Silvestri,
cat.
mostra Palazzo Asmundo,
edizioni
Guida, Palermo 1996
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