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Visita
guidata
(mezz'ora
per l'apocalisse)
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Tutti
nella valle aspettavano che
il Triangolocchio ammiccasse.
Perché era il sogno.
Dopo, guai, guai, guai. Così,
fingevano di non guardarlo e
gli davano le spalle, alcuni
si misero a fare smorfie al
pubblico che, a bocca aperta
e con le dita incrociate a scongiuro
dietro la schiena, lentamente
sfilava davanti a loro. Solo
Michele, o chi angelo fosse,
che cavalcava il suo cavallo
volante guidandolo con una mano
sola, sembrava impaziente del
segno. Vulcani sullo sfondo
eruttavano, e anche qualche
testa un po' diversa dalle altre.
Ma quello era il giorno e tante
eruzioni simultanee erano il
meno che potesse accadere in
un giorno come quello; anche
terremoti, sole nero, luna di
sangue, isole e montagne trapiantate
di peso. Insomma, l'eccezionale
normalità dell'apocalisse.
Si
fece silenzio in cielo per circa
mezz'ora.
Il
Triangolocchio tremolò,
ma era un tic. La voce si propagò
e continuò a non accadere
nulla, se è nulla un
tuono come quello. Del resto,
non c'erano in tutta la valle,
e neppure nel cielo, altrimenti
gremito, gli angeli trombettieri
di comanda apocalittica. C'erano
i due guerrieri pennuti, certamente
angeli, che montavano di guardia
dandosi la spalle; e c'erano
quelli in servizio P.O.P. (picchetto
ordine pubblico) armati di spadoni
che già avevano fatto
una bella parte di lavoro, grazie
a loro un'altra aliquota di
mostri, non più e non
meno mostruosi degli angeli
che di suo normali non sono,
andava pazziando sopra sotto
e fra gli incarnati, umani o
animali che fossero. E si sa,
niente trombe niente settimo
sigillo: perciò quando
arrivano i visitatori l'apocalisse
è temporaneamente sospesa.
Qui
il cielo è circolare,
mezz'ora non si sa quando comincia
ma nessuno può dire quando
finirà. Anche la mostra
è circolare e ciò
complica ma sveltisce le cose.
Insomma. Si vuol dire che c'è
tutto il tempo che ci vuole,
al massimo mezz'ora. Il visitatore
Enne (N) torna, diciamo così,
al punto di partenza: "Li ho
contati esattamente: sono trecentoquattordici
volti riconoscibili come umani,
centocinquemila più tre
meno".
Visitatore
N+uno: "I mostri sono quasi
la metà, centosettantaquattro
e non temo rettifica".
Visitatrice
N+due: "Mille meno uno più.
Gli angeli come li hai contati?".
Visitatore
N+tre: "Che domanda. Come se
gli angeli fossero cristiani
conformi".
Dall'altra
parte della striscia Fabriano
a rotolo grammi 220, l'occhio
destro del guerriero pennuto
di profilo destro si collega
con raggio puntiforme all'occhio
destro della donna-mostro con
la testa in eruzione. Loro due
sanno perché ma...
Visitatore
N+quattro: "Quante farfalle,
che graziose".
Visitatore
N+quattro e mezzo: "Tu papà
non guardi mai i cartoni animati:
ma quali farfalle, sono mostri
miniaturizzati".
Visitatore
N+cinque: "Il picciriddo ha
ragione ma al contrario: i mostri,
i mostri sono insetti fuori
scala".
Visitatrice
N+sei: "Io faccio sempre una
gran confusione fra mostri e
uccelli. Per l'esattezza: da
quale punto un uccello finisce
di essere tale e diventa mostro.
Ma l'avete mai guardato attentamente
un uccello qualsiasi, quanto
sono brutti?".
Visitatore
N+sette: "Ho sentito dire che
quel giorno, come si chiama,
l'apocalisse, agli animali non
capiterà niente".
Visitatrice
N+otto: "Per questo stanno così
tranquilli. Guardateli, pare
che ridono".
Dall'altra
parte, un cane con papillon
e una cerbiatta si scambiano
puntini d'intese.
Visitatore
N+nove: "Ma i pesci no. Il prete
confessore m'ha detto che annegheranno,
come minimo, tutti. Mischini,
e che gli hanno fatto?".
Visitatore
N+dieci: "Da quell'altra parte,
qualcuno vuol fare lo scaltro
e cerca di somigliare a un animale".
Visitatore
N+undici: "Ecco sette incappucciati,
sono umani o sono mostri? Dietro
a loro vedo un uomo e una donna
legati al palo del rogo. Mi
rispondo da me, sono umani,
chi più umano di loro".
Visitatore
N+cinquantasei: "Io quello lo
conosco".
Visitatore
N+ottantacinque: "Io quello
lo conosco".
Visitatrice
N+novantadue: "Ma quello non
è?".
Visitatore
N+centodieci: "Che strano. Ci
sono puntini fra occhi e mostri
e occhi di animali, di cristiani
chiamiamoli così e mostri
o animali, fra mostri e mostri,
fra diavoli di cristiano e mostri
del diavolo. E' come se avessero
delle cose da comunicarsi, magari
male parole.
Nessun
puntino fra umano e umano: che
vuole dire?".
Visitatore
N+centoundici: "Ognuno sta per
conto suo. Chi pensa, che grida,
qualcuno se ne fotte, altri
ci guardano con curiosità
o disprezzo. Così va
la vita, apocalisse o no".
Visitatrice
N+quattrocentosessantadue: "Non
conosco nessuno".
Visitatore
N+seimiladue: "Perché
non c'è".
Visitatore
N+undicimilaquattro: "Perché
c'è".
Visitatore
N+seicentoseimila: "Perché
non c'è".
Visitatore
N+ottocentoventiduemila: "Non
conosco nessuno".
Visitatrice
N+novecentotremila: "Ci sono
tanti col tubante ma non ho
visto nemmeno un cinese e, se
ho guardato bene, solo un africano
negro".
Visitatore
N+novecentotremiluno: "Loro
sono innocenti. O no?".
Visitatore
N+novecentotremiladue: "Però
i cinesi sono troppi".
Visitatore
N+novecentotremilatre: "Però
ci sono tanti scimmioni".
Visitatrice
N+: "Però ci sono tanti
mucchi di teschi".
Visitatrice
N+quindici (questa s'era confusa
nella folla): "Guarda, un diavolo
vuole accecare e un altro diavolo
vuole frustare quei due come
si chiamano. Solo a quei due,
i diavoli vogliono nuocere".
Visitatrice
N+sedici (anche questa s'era
confusa nella folla): "Ma quei
due soddisfazione non ne danno
nemmeno al diavolo".
Tanti
mostri si uniscono teneramente
con traiettorie di puntini;
qualcuno tenta la faccia feroce,
ma che diversa faccia può
fare un mostro. Un altro come
si chiama sfida occhio a occhio
un serpente.
Visitatore
N+unmilionetrentasei: "Che relazione
di puntini ci può essere
fra il membro di un caprone
volante e quelle teste reclinate
di umani".
Visitatore
N+unmilionetrentasette: "Alcuna.
Non sono puntini ".
Visitatrice
N+tremilioniemezzo: "Quest'unico
albero che si vede che è,
quello del peccato o quello
della vita".
Visitatrice
N+tremilioniuno: "Non fare domande
sciocchine, figlietta mia, non
te l'ha detto nessuno che sono
la stessa cosa?".
Visitatore
N+ottomilionisettecentocinque:
"Chissà chi sono, tutte
queste nuche che si vedono".
Visitatore
N+diecimilioni (è il
diecimilionesimo visitatore,
ha vinto in premio un'indulgenza
plenaria): "Questi si vergognano
perfino nel giorno del giudizio".
Visitatore
N+unobis: "Milioni di milioni
tutti con la bocca aperta o
chiusa: uno solo ha la bocca
cucita. La metafora c'è
ma non ve la dico".
Visitatore
N+duebis: "E dopo tutto questo,
e dopo il peggio multiplo di
questo, bel mondo che sarà,
alla fine. O dovrei dire: all'inizio,
del prossimo spettacolo. Tutto
cielo e terra. Senza mare, senza
rema, senza mare e senza rema.
Meno male che ci vuole tempo.
Mezz'ora, pare che passa subito
e invece".
Il
pittore* era entrato nella valle
disegnandosi con contorni netti
neri e precisi insieme con la
sua compagna. Adesso che ha
tutti i mostri e gli umani e
gli animali alle spalle, cioè
davanti e dentro agli occhi,
avrà appena il tempo
di ritoccare il corno sinistro
ricurvo dell'unicono tricorne;
già sta svanendo con
la sua compagna nel chiaroscuro
sfumato del grigio, verso il
bianco.
Un
visitatore e una visitatrice
che dormivano abitualmente insieme
si svegliarono. Un brivido attraversò
più volte l'uomo dal
primo margine della calvizie
all'estremo percorrendo il corpo
per alluci e talloni. Si raccontarono
lo stesso sogno. La donna, adesso
sveglia che era, sorrideva.
L'uomo, adesso sveglio che era,
pensò minchia e siamo
ancora a niente.
*Nicolò
D'Alessandro
Mario
Genco,
cat.
mostra Palazzo Asmundo,
edizioni
Guida, Palermo 1996
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